{"id":2094,"date":"2018-01-04T11:00:50","date_gmt":"2018-01-04T11:00:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.bellinicantine.it\/chianti-rufina-2\/"},"modified":"2018-01-04T11:05:05","modified_gmt":"2018-01-04T11:05:05","slug":"chianti-rufina","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.bellinicantine.it\/it\/chianti-rufina\/","title":{"rendered":"Chianti Rufina"},"content":{"rendered":"[vc_row el_class=&#8221;inpage-style__row-rufina&#8221;][vc_column][vc_raw_html]PHN0eWxlPg0KLmlucGFnZS1zdHlsZV9fcm93LXJ1ZmluYSB7DQogICAgYmFja2dyb3VuZC1wb3NpdGlvbjogNTAlIDI1JTsNCiAgICBiYWNrZ3JvdW5kLWNvbG9yOiMwMDA7DQogICAgYmFja2dyb3VuZC1zaXplOmNvdmVyOw0KICAgIGJhY2tncm91bmQtaW1hZ2U6IHVybCgvd3AtY29udGVudC91cGxvYWRzLzIwMTcvMDkvcnVmaW5hX3NhbG9tb24uanBnP2lkPTQ0NCk7DQp9DQo8L3N0eWxlPg==[\/vc_raw_html][vc_empty_space height=&#8221;350px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row el_class=&#8221;spacing-text-block&#8221;][vc_column][vc_empty_space height=&#8221;50px&#8221;]    <div class=\"  tpl1\">\n\t\t<div class=\"col-xs-12 col-sm-12 col-md-12 col-lg-12 text_img_a    tpl1\">\n\t<div class=\"title_main_text\">\n\t\t<h5 class=\"sub_title_heading\">Tutto sul<\/h5>\t\t<h3 class=\"title_heading\">Chianti Rufina<\/h3>\t\t\t\t<div class=\"heading-icon\">\n\t\t\t<img width=\"150\" height=\"94\" src=\"https:\/\/www.bellinicantine.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/ghirigoro.png\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" decoding=\"async\" \/>\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"clear\"><\/div>    <\/div>\n    [\/vc_column][\/vc_row][vc_row el_class=&#8221;spacing-text-block&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]\n<h3 class=\"cr-title\">Il Territorio<\/h3>\n<p><a href=\"http:\/\/www.bellinicantine.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/tuscany-mini-map.png\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1086 alignleft\" src=\"http:\/\/www.bellinicantine.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/tuscany-mini-map.png\" alt=\"Tuscany position in Italy\" width=\"200\" height=\"239\" \/><\/a>Il Chianti Rufina, territorio vinicolo situato a nord-est della citt\u00e0 di Firenze, alle pendici dell\u2019Appennino Tosco- Romagnolo, \u00e8 storicamente considerato uno fra i pi\u00f9 importanti della Toscana. Situato a circa 20km dal centro del capoluogo toscano, si sviluppa all\u2019interno dei comuni di R\u00f9fina, Pontassieve, Londa, Pelago e Dicomano, in un ambiente di alta collina il cui clima risulta molto influenzato sia dal passaggio del fiume Sieve, il pi\u00f9 grande affluente dell\u2019Arno, che dalla vicinanza delle montagne dell\u2019appennino Tosco-Romagnolo. Queste caratteristiche ambientali, insieme alla conformazione geologica, creano una zonazione molto varia ed eterogenea. Quella di R\u00f9fina la pi\u00f9 piccola e la pi\u00f9 alta, sul livello del mare, tra le sette sotto-denominazioni del Chianti: occupa una superficie di 12.483 HA, di cui 750 HA iscritti all\u2019Albo, con la potenzialit\u00e0 di crescere fino a circa 1000, grazie ai quali sono prodotti circa 27.000 HL pari a 3.500.000 bottiglie. Ad oggi risultano essere 22 le aziende produttrici di Chianti R\u00f9fina, di cui 20 associate nel Consorzio Chianti R\u00f9fina, che ne tutela e promuove la qualit\u00e0.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_single_image image=&#8221;1082&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; onclick=&#8221;zoom&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row el_class=&#8221;spacing-text-block&#8221;][vc_column][vc_column_text]\n<h3 class=\"cr-title\">Chianti R\u00f9fina\u2019s wines<\/h3>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-1048\" src=\"http:\/\/www.bellinicantine.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/chianti-rufina-logo-200x300.png\" alt=\"Logo Chianti R\u00f9fina\" width=\"100\" height=\"150\" \/><\/p>\n<p>Il Chianti Rufina \u00e8 un vino elegante, con una personalit\u00e0 decisa, giustamente tannico con importante acidit\u00e0, un profumo che rimanda ad un complesso bouquet di frutti di bosco e spezie. Un vino, altres\u00ec, caratterizzato da una singolare longevit\u00e0 (attestata per alcune riserve di vigneti particolari, anche oltre i quaranta anni). Il vitigno tipico della zona, che deve per disciplinare comporre per almeno il 70% il vino, \u00e8 il\u00a0<strong>Sangiovese<\/strong>, uno dei vitigni pi\u00f9 complessi da coltivare e che difficilmente trova zone adatte per la sua coltivazione: la R\u00f9fina \u00e8 una di queste!<\/p>\n<p>L\u2019etimologia del termine Sangiovese \u00e8 incerta: si pensa che possa derivare da San Giovanni, oppure da forme dialettali (per esempio uva \u201csan giovannina\u201d o \u201cprimaticcia\u201d, per il suo precoce germogliamento), o anche da Sangue di Giove (Sanguis Jovis) per il suo colore rosso sangue.<\/p>\n<p>Il vitigno Sangiovese fu individuato per la prima volta nel\u00a0<strong>1590<\/strong>\u00a0da Gianvettorio Sederini che descrive il \u201cSangioveto o Sanghiogheto\u201d come \u201cvitigno sugoso e pienissimo di vino\u2026 che non fallisce mai\u201d. Nel\u00a0<strong>1850\u00a0<\/strong>sono individuati i due biotipi che ancora oggi sono i pi\u00f9 importanti:<\/p>\n<ul>\n<li>Sangiovese grosso (\u201cdolce\u201d o \u201cgentile\u201d)<\/li>\n<li>Sangiovese piccolo (\u201cforte\u201d o \u201cmontanino\u201d)<\/li>\n<\/ul>\n<p>\u00c8 solo nel\u00a0<strong>1906<\/strong>\u00a0che Molon ufficializza la diversificazione ampelografica di questi due vitigni.<\/p>\n<p>Il sangiovese \u00e8 un vitigno molto legato al territorio, come dimostrato dal fatto che abbia assunto nomi diversi a seconda della zona di coltivazione (Brunello a Montalcino, Prugnolo a Montepulciano, Morellino nel Grossetano, Sangioveto nel Chianti) e che in purezza pu\u00f2 esprimersi al meglio solo nei territori particolarmente vocati. Allo stesso tempo l\u2019assemblaggio con altri vitigni \u00e8 molto complesso poich\u00e9 si rischia di snaturarlo nel colore e negli aromi. Per la sua alta acidit\u00e0 ed al tannino elegante risulta essere un vino di grande longevit\u00e0.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row el_class=&#8221;spacing-text-block&#8221;][vc_column][vc_column_text]\n<h3 class=\"cr-title\">L\u2019utilizzo del Fiasco per il trasporto del Vino<\/h3>\n<p><a href=\"http:\/\/www.bellinicantine.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/glass-blowers.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-1055\" src=\"http:\/\/www.bellinicantine.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/glass-blowers-300x184.jpg\" alt=\"Glass Blowers\" width=\"350\" height=\"215\" \/><\/a><\/p>\n<p>Fino dal XIV secolo il tipico contenitore toscano per il vino \u00e8 stato il fiasco: nel 1574 un bando (legge) granducale fiss\u00f2 la sua capacit\u00e0 a 2,280 litri corrispondenti a \u201cmezzo quarto\u201d volume che veniva certificato da un bollo con il giglio di Firenze nel rivestimento e, in epoca successiva, nel vetro. Questo recipiente di vetro, a forma di pera e con un collo molto lungo veniva soffiato a bocca dal fiascaio. Nel centro di Firenze, l\u2019angolo formato dall\u2019intersecarsi di via Condotta con via Calzaioli era conosciuto come Canto dei Fiascai, e tutt\u2019oggi ne conserva il nome, perch\u00e9 qui molti di questi artigiani avevano le proprie botteghe o i magazzini di fiaschi. Il fiascaio, non solo produceva il contenitore di vetro (fiasco nudo), ma si occupava anche del suo rivestimento utilizzando erbe palustri come la sala o il rascello: l\u2019impagliatura aveva la funzione di proteggere il vetro dagli urti e nello stesso tempo serviva anche come isolante termico contro le alterazioni della bevanda.<\/p>\n<p>\u00c8 per\u00f2 a partire dal 1860 che i vini della R\u00f9fina iniziarono ad essere commercializzati all\u2019interno del Fiasco \u201cindustrializzato\u201d in vetro robusto, la bottiglia che ha fatto la storia del Chianti.\u00a0 Questo contenitore fu prodotto per la prima volta proprio all\u2019interno della zona del Chianti R\u00f9fina, ed in particolare a Pontassieve.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-1058\" src=\"http:\/\/www.bellinicantine.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/stitching-of-flasks-300x212.jpg\" alt=\"stitching of flasks\" width=\"350\" height=\"248\" \/><\/p>\n<p>Fra il 1856 ed 1862 la Val di Sieve ed in particolare il territorio di Pontassieve ricevettero un grande impulso economico grazie alla posa della linea Ferroviaria. Fu proprio grazie alla ferrovia che le Cantine Melini, fondate nel 1705 e situate a Pontassieve, poterono diffondere in tutto il mondo la loro invenzione: il \u201cfiasco moderno\u201d, realizzato in collaborazione con una vetreria di Pontassieve, di propriet\u00e0 della famiglia De Grol\u00e8e.<\/p>\n<p>Da R\u00f9fina i fiaschi pieni di vino venivano trasportai a Firenze caricati \u201ca cesta\u201d, cio\u00e8 disposti a piramide, su lunghi barrocci trainati in genere da cavalli; per allestire la cesta con circa 2000 fragili fiaschi occorrevano maestria ed esperienza: solo pochi erano capaci di costruire quel capolavoro di architettura.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-1061\" src=\"http:\/\/www.bellinicantine.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/wagon-with-flasks-older-300x190.jpg\" alt=\"wagon with flasks\" width=\"500\" height=\"317\" \/>Lungo le strade di Firenze si procedeva poi all\u2019attenta operazione di scarico presso la taverna o la trattoria: qui ogni fiasco veniva corredato da un ciuffo di stoppa, infilato nell\u2019impagliatura, che serviva per togliere quel sottile strato di olio che era stato appositamente messo sul vino mentre veniva infiascato. Durante la Repubblica Fiorentina una piramide enorme veniva costruita il 29 Settembre di ogni anno in occasione dell\u2019arrivo del vino nuovo: dopo aver ricevuto la benedizione nella chiesa di via Calzaioli, il vino era portato in Palazzo della Signoria, dove il Gonfaloniere brindava insieme ai Priori alla salute del popolo fiorentino. Tradizionalmente il Carro che veniva realizzato per tale manifestazione veniva chiamato \u201cCarro Matto\u201d: ancora oggi, in ricordo di questa tradizione, in occasione del Bacco Artigiano, ogni anno viene ricostruito come un tempo, con fili di paglia pazientemente intrecciati e bagnati per migliorarne la lavorabilit\u00e0 e permettere, alla loro essiccatura, una maggior stabilit\u00e0 a tutta la struttura e viene portato a Firenze per la tradizionale benedizione.<\/p>\n<p>Ogni anno infatti una rappresentanza del Corteo della Repubblica Fiorentina parte dal Palagio di Parte Guelfa, per poi proseguire in Via Calimala, Via Roma, e piazza San Giovanni dove raggiunge il Carro. Dopo la benedizione del vino da parte delle Autorit\u00e0 Religiose sul sagrato del Duomo il corteo prosegue per Via Calzaiuoli e Piazza della Signoria, dove avviene l\u2019offerta del vino del Carro Matto benedetto alla Signoria di Firenze. Al termine dell\u2019evento, si esibiscono infine i musici del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina e i Bandierai degli Uffizi.[\/vc_column_text][vc_images_carousel images=&#8221;1090,1093,1096&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; onclick=&#8221;link_no&#8221; speed=&#8221;2500&#8243; autoplay=&#8221;yes&#8221; hide_prev_next_buttons=&#8221;yes&#8221; wrap=&#8221;yes&#8221; css_animation=&#8221;none&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row el_class=&#8221;spacing-text-block&#8221;][vc_column][vc_column_text]\n<h3 class=\"cr-title\">La storia del Chianti Rufina<\/h3>\n<p>A testimonianza della indiscussa potenzialit\u00e0 del territorio del Chianti, la storia vinicola di queste zone risale al periodo etrusco, VIII Sec. a.c., e si sviluppa, senza mai interrompersi, fino ai giorni nostri. Questo \u00e8 dimostrato dai numerosi reperti storici rinvenuti nei terreni cos\u00ec come dagli infiniti castelli, ville ed abbazie e per finire alle numerose cantine che arricchiscono il territorio in ogni suo angolo.<\/p>\n<p>Il nome\u00a0<strong>CHIANTI<\/strong>\u00a0ha per\u00f2 un\u2019origine molto pi\u00f9 antica, probabilmente etrusca. L\u2019etimologia \u00e8 infatti ricondotta a due termini etruschi:<\/p>\n<ul>\n<li><strong><em>CLANGOR<\/em><\/strong><em>\u00a0(rumore): a ricordare il fragore delle frequenti battute di caccia realizzate nelle foreste di cui era ricca la zona<\/em><\/li>\n<li><strong><em>CLANTE<\/em><\/strong><em>\u00a0(dall\u2019etrusco, acqua): nome di famiglie etrusche diffuso nella zon ed a ricordare la ricchezza di acqua della zona.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p>Risale per\u00f2 al\u00a0<strong>1398<\/strong>\u00a0il primo documento ufficiale che riporta l\u2019utilizzo del termine Chianti. Il mercante pratese Francesco di Marco Datini, probabilmente fondatore dell\u2019attuale sistema bancario moderno, usa infatti per la prima volta nel 1398 il termine, sostenendo che Piero di Tino Riccio era creditore di\u00a0<strong>\u201ctre fiorini, ventisei soldi e otto denari, il prezzo di sei botti di vino Chianti bianco\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>Da quel momento sono molte le testimonianze che parlano di vino Chianti:<\/p>\n<p><strong>1404<\/strong>: Amedeo Gherardini di Vignamaggio scrive che sta inviando a Datini mezzo barile della sua riserva di vino di Vignamaggio, uno dei tipi di Chianti.<\/p>\n<p><strong>1427<\/strong>: \u00e8 introdotto il catasto toscano nel quale sono individuate, nel Chianti, zone di produzione di vino \u201cVermiglio di Brolio, della Castellina, di Uzzano, di Gaiole, della Golpaia, di Panzano, di Lamole\u201d<\/p>\n<p><strong>Sante Lancerio<\/strong>, primo sommelier della storia, consiglia a Papa Paolo III, attorno al 1536, il consumo di vino Chianti.<\/p>\n<p><strong>1685<\/strong>: Francesco Redi, fondatore della biologia sperimentale, laureato in filosofia e medicina, pubblica nel 1865\u00a0<strong>Bacco in Toscana<\/strong>, dove si legge<\/p>\n<blockquote><p>Lingua mia gi\u00e0 fatta scaltra<br \/>\ngusta un po\u2019, gusta quest\u2019altro<br \/>\nvin robusto che si vanta<br \/>\nd\u2019esser nato in mezzo al Chianti<br \/>\ne tra sassi<br \/>\nlo produsse<br \/>\nper le genti pi\u00f9 bevone<br \/>\nvite bassa e non Broncone<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>9 gennaio 1661<\/strong>: Samuel Pepys scrive nel proprio diario di aver ricevuto due bottiglie di Florence, meglio conosciuto come Vino Vermiglio. Egli descrive i vini bianchi e rossi di Firenze come vini di buon stomaco, anche se il rosso gli risulta \u201cun po\u2019 costipante\u201d.<\/p>\n<p><strong>XVII secolo<\/strong>: \u00e8 introdotto il trasporto del vino chianti in fiaschi sigillati con olio.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-1112 size-full\" src=\"http:\/\/www.bellinicantine.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/mappa-chianti-loghi.png\" alt=\"mappa chianti loghi\" width=\"900\" height=\"435\" srcset=\"https:\/\/www.bellinicantine.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/mappa-chianti-loghi.png 900w, https:\/\/www.bellinicantine.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/mappa-chianti-loghi-600x290.png 600w\" sizes=\"(max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/p>\n<p>La data chiave per il territorio del Chianti, ed anche quello di R\u00f9fina, risulta per\u00f2 essere il\u00a0<strong>1716<\/strong>, anno in cui viene di fatto introdotta la prima tutela di produzione di un prodotto non solo in Italia ma anche in tutto il mondo.<\/p>\n<p>Il Granduca d\u00e8 Medici Cosimo III il 24 settembre del 1716 promulg\u00f2 un bando che si intitola \u201cSopra la Dichiarazione de\u2019 confini delle quattro regioni Chianti, Pomino, Carmignano e Valdarno Superiore\u201d: per la prima volta nella storia con questo documento vengono definiti con precisione gli ambiti territoriali entro i quali dovevano essere prodotti i vini per ottenere la denominazione corrispondente.<\/p>\n<p>Questo provvedimento, pur stabilendo entro quali confini il vino doveva essere prodotto per poter foggiare l\u2019ambita denominazione, non indicava un disciplinare di produzione da rispettare, che \u00e8 invece un elemento fondamentale delle moderne D.O.C.. Tuttavia, Cosimo III si premur\u00f2 di promulgare anche un decreto che istituiva apposite Congregazioni di vigilanza sulla produzione: nascevano di fatto cos\u00ec gli attuali Consorzi di tutela del vino.<\/p>\n<p>Il regno di Cosimo III, il pi\u00f9 lungo nella storia della Toscana, fu caratterizzato da un forte declino politico ed economico, punteggiato dalle campagne persecutorie nei confronti chiunque non si conformasse alla rigida morale cattolica. In questo periodo venne a maturazione un processo di involuzione della ricerca scientifica in Toscana che fino a pochi anni prima era all\u2019avanguardia a livello europeo. Governando sempre sul filo della bancarotta, Cosimo III ebbe soprattutto a cuore di non far decadere nelle corti europee l\u2019importanza della famiglia dei Medici.<br \/>\nTuttavia, di fronte al rischio concreto di estinzione della propria casata, andando espressamente contro gli editti imperiali, cerc\u00f2 di far nominare sua figlia Anna Maria Luisa come sua erede universale.<br \/>\nCon questa mossa le sue alleanze politiche e commerciali al di fuori dei confini toscani iniziarono a scricchiolare. Proprio in questo momento storico caratterizzato da una accelerata crisi economica, Cosimo III si preoccup\u00f2 di tutelare una delle sue risorse pi\u00f9 redditizie: il vino.<\/p>\n<p>Dalla lettura dei provvedimenti in questione si evince che questi quattro vini erano gli unici che potevano essere spediti all\u2019estero per nave. Il rispetto di norme di produzione precise rendeva infatti possibile effettuare controlli per evitare che tali bevande venissero adulterate nel corso del viaggio.<br \/>\nIl provvedimento politico divulgato dal Granduca aveva lo scopo di evitare un qualsiasi crollo di immagine nelle corti europee a seguito di un eventuale scandalo legato alla qualit\u00e0 del vino, vero e proprio \u201cdecoro della Nazione\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.bellinicantine.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/bando.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-1100\" src=\"http:\/\/www.bellinicantine.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/bando-203x300.jpg\" alt=\"Bando\" width=\"400\" height=\"592\" \/><\/a>Egli infatti afferm\u00f2:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cTutti quei vini che non saranno prodotti e fatti nelle regioni confinate, non si possono, n\u00e9 devono, sotto qualsiasi pretesto, contrattare per navigare, per vino Chianti, Pomino, Carmignano e Val d\u2019Arno di Sopra, sotto le pene contenute nello enunciato bando\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>1851-1877<\/strong>:E\u2019 intorno alla met\u00e0 del XIX secolo che il Barone di Ferro, dopo un lungo viaggio in Francia, fatto con lo scopo di assaggiare i migliori vini \u201cnavigati\u201d, ovvero adatti alla navigazione e quindi all\u2019invecchiamento, torn\u00f2 in Italia ed esegu\u00ec numerosi studi sui varietali del sangiovese e degli altri vitigni tipici della Toscana, che crescevano nelle tenute del Castello di Brolio.<\/p>\n<p>In seguito ai suoi viaggi e successivi studi giunse, nel\u00a0<strong>1872<\/strong>, alla formula di quello che lui defin\u00ec come \u201c<em>vino perfetto<\/em>\u201d:<\/p>\n<ul>\n<li>7\/10 di Sangiovese<\/li>\n<li>2\/10 di Canaiolo<\/li>\n<li>1\/10 di Malvasia o Trebbiano<\/li>\n<\/ul>\n<p>Fu in questo periodo che il Chianti, vinificato secondo questa formula, si impose su tutti i mercati internazionali, grazie anche all\u2019elezione di Firenze a Capitale d\u2019Italia.<\/p>\n<p><strong>1877<\/strong>:Il nome della R\u00f9fina \u00e8 cos\u00ec famoso nel mondo che vengono fondate le\u00a0<strong>Cantine Ruffino<\/strong>, il cui nome trae ispirazione proprio dalla citt\u00e0 di R\u00f9fina.<\/p>\n<p><strong>1932<\/strong>:il Governo italiano amplia la zona di produzione del Chianti creando sette sottozone:<\/p>\n<ol>\n<li>Classico (ovvero il vecchio Chianti pi\u00f9 nuovi territori a sud e soprattutto a nord);<\/li>\n<li>Colli Aretini;<\/li>\n<li>Colli Fiorentini;<\/li>\n<li>Colline Pisane;<\/li>\n<li>Colli Senesi;<\/li>\n<li>Montalbano;<\/li>\n<li>R\u00f9fina.<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>1967<\/strong>: un ulteriore ampliamento che porta ai confini attuali.<\/p>\n<p><strong>1996<\/strong>:viene costituita la sottozona Montespertoli<\/p>\n<p><strong>2014<\/strong>: Il Chianti Classico si separa dalle altre sottozone del Chianti[\/vc_column_text][vc_images_carousel images=&#8221;1117,1120,1123,1126,1129,1132,1135,1138,1141,1144,1147,1150&#8243; 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